Etna: tra arte e letteratura

Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell'aurora sul Mare Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell'Etna. Stabilii di intraprendere l'ascensione di quella montagna; passammo dalla regione delle vigne a quella della lava, poi della neve. Il fanciullo dalle gambe di danzatore correva su quelle ripide chine; i sapienti che mi accompagnavano salirono a dorso di muli. Sulla cima era stato costruito un rifugio ove poter attendere l'alba. Questa alfine spuntò: un'immensa sciarpa d'Iride si distese da un orizzonte all'altro; strani fuochi brillarono sui ghiacci della vetta; la vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all'Africa, visibile, e alla Grecia che s'indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita. Non vi mancò nulla, né la frangia dorata di una nube, né le aquile, né il coppiere dell'immortalità.

Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
A. Carracci - L'ira di Polifemo
A. Carracci - L'ira di Polifemo

L'Etna fin dall'antica Grecia era fonte d'ispirazione per letterati ed artisti. Già nell' Odissea di Omero, il ciclope Polifemo infuriato con Ulisse che lo ha accecato del suo unico occhio, gli scaglia contro dei blocchi di lava, che oggi secondo la tradizione si trovano di fronte al lungomare di Acitrezza in provincia di Catania. Per la mitologia greca, i Ciclopi erano i fabbri di Efesto che forgiavano dentro l'Etna le saette di Zeus. Con l'eruzione del 475 a.C., descritta nella Prima Ode Pitica di Pindaro (c.518-c.438 a.C.), egli narra la vicenda di Tifeo (o Tifone), un altro gigante che si aggirava nelle zone vulcaniche, il quale, imprigionato sotto il peso del vulcano, rivomitava le saette scagliategli contro da Giove. Di poco successiva è la testimonianza di Tucidide, lo storico della Guerra del Peloponneso, che ricorda un'eruzione avvenuta nel 425 a.C., quando la lava invase il territorio di Catania, per la terza volta da quando i Greci erano giunti in Sicilia. Secondo Diodoro Siculo e altri autori storici (Aristotele, Pausania e altri, la collocano genericamente tra il 736 e il 456 a.C.), la colata del 396 a.C. sbarrò la strada alle truppe cartaginesi guidate da Imilcone il quale, in guerra contro Dionisio di Siracusa, cercava di raggiungere Catania costeggiando il mare, in modo da avere il costante supporto della flotta di Magone. Successivamente il latino Virgilio ispirato dal fascino del luogo, scrive il poemetto "Aetna" dove ripercorre i fenomeni vulcanici, e poi nel IV libro dell' Eneide tra questi luoghi fa nascere uno dei personaggi più ardenti della letteratura, la "Didone abbandonata" che incarna la parte irrazionale che alberga in ognuno di noi. L' amenità del luogo, il "topos" del locus amoenus è stato un argomento che ha dato opportunità ad un altro grande poeta come Ovidio di scegliere proprio il bosco siciliano dell'Etna per raccontare nelle "Metamorfosi" il rapimento della bella Proserpina da parte di Plutone.

Successivamente, nel XVI sec. e nel XVII sec. dall'accostamento tra fiamme e ghiaccio si potrebbe tracciare un percorso ideale che da Giacomo da Lentini arriva fino al "vedrem ghiacciare il foco, arder la neve" di Petrarca che nella canzone "Giovene donna sotto un verde lauro", la XXX del Canzoniere la combinazione di fuoco e gelo, assurge al rango di tema letterario. In Lorenzo de'Medici, invece, l'Etna diviene figura della passione amorosa, ma è solo nella poetica di Tasso che si arriva al compimento di questo percorso letterario che eleva il vulcano ad una fucina di ardenti passioni; Ma la figura dell'Etna arriva anche oltralpe e Shakespeare nel suo Titus Andronicus paragona le fiamme del vulcano siciliano alle fiamme infernali, ma anche in Milton esso farà da sfondo alla narrazione del ratto di Proserpina.

L'Etna nel video dei Coldplay, "Violet Hill"
L'Etna nel video dei Coldplay, "Violet Hill"

In epoca romantica arriva in Sicilia il poeta tedesco, Goethe per liberarsi dai condizionamenti della società borghese e trovare un rapporto più intenso con la natura che assume un significato simbolico e allusivo, ed è proprio nella natura selvagga del vulcano etneo che esso vede la forza vitale per raggiungere il divino; mentre Guy de Maupassant rimarrà affascinato dalla maestosità dell'Etna.

Successivamente anche i due più grandi scrittori siciliani, Verga e Pirandello, ambienteranno in questi luoghi molte delle loro opere, e in tempi più recenti il futurista Martinetti e il grande regista di teatro, Giorgio Strehler, rimarrano così colpiti dalla vista del vulcano, che in alcune delle loro opere, l'Etna sarà fonte d'ispirazione. Negli anni 2000 le immagini di un Etna rude e possente faranno il giro del mondo grazie alla band inglese dei Coldplay che, nel video del loro singolo "Violet Hill" utilizzeranno il vulcano siciliano come set naturale. Ad oggi l'Etna è set naturale per molti brand italiani ed esteri, le foto di alcuni artisti locali dell'Etna in eruzione inoltre grazie all'avvento dei social network hanno fatto il giro del mondo proponendo ad un contesto più ampio le immagini suggestive che questi hanno saputo carpire.

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