Etna, 12 settembre 1979, morte e dolore. Il racconto del medico, dopo 38 anni. “Quelle immagini laceranti, quel clima spettrale”

Etna, 12 settembre 1979, morte e dolore. Il racconto del medico, dopo 38 anni. “Quelle immagini laceranti, quel clima spettrale”

Autore: Etna Moving Admin | Data inserimento: 28/04/2019

Etna, 12 settembre 1979, morte e dolore. Il racconto del medico, dopo 38 anni. “Quelle immagini laceranti, quel clima spettrale”
La storia della domenica del Vulcanico è scolpita a caratteri cubitali nella memoria e nel cuore di chi ha vissuto e vive l’Etna, lo ha amato e lo ama. E’ la storia di una tragedia, che l’immaginario collettivo etneo tende – è comprensibile – a nascondere o addirittura a rimuovere.
E’ la storia del Dodici Settembre 1979, storia di morte e di dolore. Sono passati 38 anni. Nove morti e ventidue feriti, alcuni gravi. Evento tragico. “Purtroppo quando si parla della Bocca Nuova – ha scritto su questo blog Mario Mattia, primo tecnologo dell’INGV di Catania, parlando qualche tempo fa della nascita di quel cratere dell’Etna – è inevitabile parlare del drammatico 12 settembre 1979, quando circa 150 turisti si trovarono coinvolti in una sua improvvisa esplosione. Il racconto di quel giorno brucia ancora nella memoria di quanti, turisti e operatori turistici, hanno vissuto quei momenti nei quali una colonna di cenere si levò dalla Bocca Nuova, accompagnata dal lancio di blocchi di basalto che ricadevano alla velocità di 50 metri al secondo tutto intorno al cratere. Un vero e proprio bombardamento che mise in disordinata fuga gli spaventati turisti, nel tentativo di raggiungere i fuoristrada che si trovavano presso il parcheggio sotto il cratere centrale, procurandosi ferite anche gravi nelle inevitabili cadute lungo gli accidentati sentieri. Purtroppo, per nove di loro, non ci fu nulla da fare”.
Su nostra sollecitazione, ha accettato di ricordare quella dolorosa giornata per il blog IlVulcanico.it  dopo 38 anni  il dottor Francesco Zipper, medico di grandissima esperienza del Soccorso Alpino e uomo dell’Etna di brillante memoria storica che, allora ventisettenne, partecipò alle operazioni di recupero e, dato che era l’unico medico presente, alla ricomposizione delle salme.
Ne è venuto fuori un racconto di grande impatto, che personalmente mi ha emozionato e commosso, prezioso per tanti giovani appassionati che non sanno nulla di quella tragedia, ma anche per chi, come noi, viveva altrove e ne ha letto le cronache sui giornali.  Una testimonianza straordinaria, pulita, sentita, profonda, da brividi. Scritta bene, con pathos e notevole efficacia descrittiva, da un medico esperto e uomo colto, che quel giorno ha sofferto molto nel fare il proprio mestiere.
Ringrazio moltissimo, di vero cuore, l’amico dottore Francesco Zipper per avere onorato “in esclusiva” il Vulcanico e il sottoscritto con questa rievocazione così nitida, importante, preziosa. Per non dimenticare il Dodici Settembre 1979, giorno di dolore e di morte per l’Etna e gli etnei, che forse segnò un punto di non ritorno nella storia della grande Muntagna. E per ricordare sempre e in ogni momento che il più grande Vulcano attivo d’Europa, anche in casi (rari) drammatici come quello che raccontiamo ogni, fa solo e sempre il suo mestiere … di Vulcano e che noi, di fronte alla sua potenza e imprevedibilità, siamo infinitamente piccoli....