Tutti pazzi per i vini dell'Etna

Tutti pazzi per i vini dell'Etna

Autore: Etna Moving Admin | Data inserimento: 14/03/2019

Tutti pazzi per i vini dell'Etna

'A  Muntagna', è così che i siciliani chiamano l’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa, diventato negli ultimi anni la nuova mecca di produttori e appassionati di vino. Un paesaggio lunare e magnetico, fatto di terre nere di matrice vulcanica, vigne secolari coltivate ad alberello, escursioni termiche importanti ed esposizioni eterogenee: tutti fattori che conferiscono ai vini etnei dei tratti unici, fatti di chiaroscuri, venature sapide e strutture solide ma eleganti. Vini che, lungi dall’essere una moda passeggera, stanno diventando una sicurezza alimentata (e movimentata) da nomi storici e volti di nuovi produttori.
 
Un’unicità intuita e cavalcata da importanti cantine e imprenditori italiani e stranieri, che hanno consacrato la Montagna a vera e propria star della viticoltura nazionale. Ultimo in ordine cronologico il celebre imprenditore vinicolo piemontese Angelo Gaja, che di recente ha acquistato 21 ettari insieme al vignaiolo Alberto Graci, ma non è il solo: fra le vigne etnee risuonano nomi di famose aziende siciliane quali PlanetaFirriatoTasca d’Almerita e Donnafugata. Anche diversi forestieri sono stati conquistati da questa zona, come Marco de Grazia, commerciante fiorentino di vini italiani negli Stati Uniti e fondatore dell’azienda Tenuta delle Terre Nere o Andrea Franchetti, già proprietario della Tenuta di Trinoro in Toscana, creatore dell’azienda etnea Passopisciaro.

Fra i pionieri del “miracolo etneo” troviamo Giuseppe Benanti, farmacista siciliano, che nel 1988 ha sentito riaccendersi l’atavica fiamma della viticoltura e ha dato vita a una produzione di qualità, l’energica Alice Bonaccorsi dell’Azienda Valcerasae il commerciante belga Frank Cornellisen che, folgorato dall’Etna, nel 2001 decide di fermarcisi e diventare vignaiolo. Quando si parla di rinascita della viticoltura locale, però, il nome più citato è senza dubbio quello dell’enologo Salvo Foti, un vero e proprio custode dei valori e della bellezza di questa terra, di cui conosce ogni palmo. A lui si deve la valorizzazione della viticoltura etnea, l’idea di consorziarne gli artigiani dell’intera filiera per formare e fornire manodopera locale e la produzione di vini di profonda consapevolezza ed etica, come l’Etna rosso Vinupetrae il rosato Vinudilice.